Caccia in Piemonte, Grimaldi: tutto tace e le doppiette fanno già rumore, la Regione deve escludere subito le specie a rischio dal calendario venatorio.

Idee, Regione, sostenibilità TAGS / caccia, specie protette admin 3 ottobre 2016

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Il quesito del Referendum regionale sulla caccia del 1987 prevedeva la riduzione delle specie cacciabili: se si fosse votato e il SI avesse prevalso, in Piemonte ne sarebbero rimaste solo tre.

In più di 20 anni, tutti i giudici che hanno affrontato il problema hanno respinto l’eccezione che la legge regionale non potesse ridurre le specie cacciabili rispetto alla normativa nazionale.

A conferma di ciò vi è la sentenza n. 1002 del 1988 della Corte Costituzionale, che sancisce appunto che le Regioni possono “apportare, con propri atti, variazioni all’elenco delle specie cacciabili”, ma che “ tali variazioni – dato il carattere inderogabile del nucleo minimo di tutela identificato attraverso la legge statale ed i successivi atti governativi – in ogni caso, anche per le Regioni a statuto speciale e per le Province autonome dotate di competenza esclusiva, non potranno operare altro che nel senso di un rafforzamento del fine protezionistico affermato dalle norme fondamentali della legge n. 968”. Significa che la Regione può ridurre le specie cacciabili, ma non aumentarne il numero.

Come molti sanno tuttavia, a seguito di un ricorso al Tar contro il calendario venatorio, i cacciatori hanno ottenuto l’inclusione nell’elenco delle specie cacciabili di uccelli in grave pericolo di estinzione. L’approvazione degli emendamenti di luglio alla legge sulle semplificazioni e, successivamente, della legge depositata ad agosto dall’Assessore Ferrero sarebbe stata un passo importante per l’applicazione del principio sancito dall’art. 1 della L. 157/92, secondo cui la Regione ha l’obbligo di tutelare le specie selvatiche.

“Purtroppo tutto tace e le doppiette fanno già rumore. Il Piemonte sconta un vuoto normativo sulla materia e, in mancanza di un Piano faunistico venatorio, tutto diventa più difficile” – dichiara il Capogruppo di SEL Marco Grimaldi. – Con il rinvio di questa discussione, il prossimo fine settimana la stagione venatoria si aprirà con la possibilità di abbattere esemplari appartenenti a ben 39 specie, il numero più alto da 40 anni a questa parte, come denunciano le più importanti associazioni ambientaliste e animaliste del territorio. Inoltre sono inclusi nell’elenco delle specie cacciabili uccelli in grave pericolo di estinzione e comunque estremamente rari nella nostra Regione.”

“Il gruppo SEL si rende disponibile a richiedere alla Conferenza dei Capigruppo la trasformazione in urgente dell’iter ordinario della legge depositata ad agosto da Ferrero, facendo approvare immediatamente il testo in una commissione legislativa” – conclude Grimaldi. – “Auspichiamo che anche le forze che non la pensano come noi capiscano che la Regione deve escludere subito le specie a rischio dal calendario venatorio”.

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