Se il governo vuole censire, parta dai grandi evasori ed elusori fiscali

Idee, Regione, sinistra TAGS / censimento, elusione, Evasione admin 20 giugno 2018

evasione

Il Ministro dell’Interno Salvini, che non fa si mancare neanche un giorno di campagna elettorale estrema, ha recentemente parlato di “censimento, ricognizione sui rom in Italia per vedere chi, come, quanti sono”, accettando comunque con amarezza che “i rom italiani purtroppo te li devi tenere a casa”.

A ruota il Ministro del Lavoro di Maio si è fatto ispirare, evocando un “censimento deiraccomandati che ci sono nella P.A. e nella RAI”.

“Al nuovo governo piace censire, schedare, catalogare, registrare. Va bene. È possibile soddisfare questa smania censoria anche in maniera utile alla collettività e seguendo un criterio di giustizia” – dichiara il consigliere regionale di Leu Marco Grimaldi. – “Perché, per esempio, non si apre in Parlamento una Commissione d’inchiesta – come chiediamo da tempo – che faccia una seria ricognizione di tutti gli imprenditori che hanno evaso o eluso il fisco, spostando fittiziamente all’estero la residenza, o la sede legale e la sede fiscale delle proprie aziende? L’indagine potrebbe partire da chi non paga nemmeno un euro di Irap”.

Il Governo italiano potrebbe avviare un’azione ispettiva nei confronti delle aziende italiane che hanno fatto parte del “sistema LUX”: su 550 presunti accordi fiscali a favore di oltre 340 società ce ne sono anche 31 società nostrane, per lo più banche.

Fra queste Luxottica, Prada, Armani, Pirelli, Azimut, Marzotto, Fastweb, Bulgari, Permira – Valentino, Dolce & Gabbana, Mediaset, CIR, Mediolanum, Gruppo Ciarrapico, Aiazzone – Mete, Gruppo Ligresti.

O sugli italiani presenti nella lista segreta dei “Paradise Papers”, che conosciamo grazie a Report e L’Espresso, che tempo fa hanno messo a disposizione i file del database dello studio Appleby e Asiaciti, società specializzate per trasportare capitali in giurisdizioni fiscali diverse dal Paese di provenienza.

O sugli 800 italiani presenti nei Panama Papers.

“In generale, oltre la metà di tutti gli attivi bancari e un terzo dell’investimento diretto estero, effettuati dalle imprese multinazionali, vengono dirottati offshore” – prosegue Grimaldi. – “I rapporti IRES sull’Irap mostrano un’evidente erosione dell’imponibile domestico relativo alla tassazione d’impresa, dipendente dalla localizzazione degli asset produttivi, ossia dal fenomeno del ‘profit shifting’. Governo e Parlamento comincino da loro. Comincino da chi ci ruba il futuro”.

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