una nuova speranza.

diritti, Idee, lavoro, sinistra, solidarietà, sostenibilità TAGS / austerity, capitale, crisi, finanza, sinistra, tsipras admin 13 dicembre 2014

Human_Factor_jafhjhfiaw4if

Non ho mai amato i libri sul “nuovo ordine mondiale”, figuriamoci quando contengono anche tesi antisemite, reazionarie ed eversive con riferimenti ai cosiddetti “complotti pluto-giudaico-massonici”. D’altra parte ho ancor più paura del silenzio che c’è intorno al pensiero unico, al debito sovrano e al dominio assoluto delle politiche liberiste e del capitalismo finanziario. Sulla “particella maledetta” che ha generato la crisi poco si sa e ancor meno si dice. Mi fanno sorridere le ricostruzioni semplicistiche che ci ricordanoche, quando nel 2009 l’Europa è entrata in recessione, “un problema che inizialmente riguardava solo le banche ha cominciato a coinvolgere sempre più i governi, mentre sui mercati circolava il timore che alcuni paesi non sarebbero riusciti a salvare le loro banche in difficoltà”. La Commissione europea ci ricorda che i cosiddetti “investitori” hanno cominciato “a esaminare più scrupolosamente le finanze pubbliche. L’attenzione si è concentrata soprattutto sulla Grecia: la sua economia era in pessime condizioni e i governi che si erano succeduti avevano accumulato debiti pari quasi al doppio del valore dell’economia”. Gli investitori Esaminare? Il lato oscuro del mercato ha scelto la Grecia: un ottimo laboratorio per ricostruire un nuovo racconto. Per i conservatori e le piccole e larghe intese che governano la Commissione europea c’era solo un’opzione possibile: mettere in campo la Troika. La ricetta era semplice: piani di salvataggio in cambio di austerity e tagli allo stato sociale. I grandi media aiutavano il compito, la frase più ricorrente diventò: “non possiamo più permettercelo”.

Purtroppo i socialisti europei non hanno saputo opporre a questo “destino” una controtendenza. Per quanto siano ormai numerosi i libri e le pubblicazioni sul capitalismo finanziario, sui paradisi fiscali e sul governo della finanza ombra, la sinistra mainstream ha continuato a non “aggredire” i generatori di crisi. Gli speculatori, i grandi evasori e i cartelli criminali possono dormire sonni tranquilli. A un certo punto qualcosa si è mosso anche nel campo delle vecchie famiglie socialdemocratiche: senza mai arrivare a ciò che si può definire “autoritarismo emergenziale”, molti esponenti socialisti hanno iniziato a dire che queste politiche aumentano la recessione in atto. Di Troika e austerità si può morire. Pensate che addirittura Il capitale, ormai impolverato nelle librerie della sinistra di mezza Europa, viene chiamato in causa da un omonimo best seller. Ma purtroppo anche Thomas Piketty(l’economista dell’École d’économie de Paris autore de Il Capitale nel XXI secolo) rischia di diventare un guru poco ascoltato. La creazione di una tassa globale sul capitale fortemente progressiva, accompagnata da una maggiore trasparenza finanziaria, non è diventata una priorità per nessun leader socialista. Arriviamo alle destre, guidate dalla “lady nera” del Front nacional Marine Le Pen. Scopriamo che le strategie non sono poi dissimili da quelle messe in scena dai leader nostrani. Se Salvini se la prende con gli immigrati, Casa Pound con i bambini rom e Forza Nuova con i profughi è perché, alla fine, per tutte le destre europee la ricetta è sempre la stessa: “due minuti d’odio” contro gli ultimi piuttosto che contro i potenti. Lo straniero e il “diverso” sono da sempre una buona valvola di sfogo per l’aggressività dei cittadini, un modo – come sosteneva Orwell – per “demonizzazione un capro espiatorio su cui gettare tutte le colpe delle difficoltà della loro vita quotidiana”.

Ho provato in estrema sintesi a descrivere quel che lascia immutato “l’ordine”: la politica. Le elezioni europee passate non hanno migliorato questo quadro desolante. Quindi anche gli elettori hanno scelto di non dare una scossa a questi 8 anni di recessione. Ma c’è uno spettro che si aggira per le borse: il voto in Grecia. Il tonfo della piazza di Atene rende l’idea di quanto “la mano invisibile” conosca il suo nemico. Basta guardare i titoli dei quotidiani, molto simili a quelli di due anni fa: “ritorno del rischio default”, oppure: “tempesta nella zona euro” e ancora: “torna l’incubo greco”.

Alexis Tsipras sa bene che il clima è cambiato e che questi tentativi di terrorismo psicologico potrebbero azzoppare la sua corsa, ma non fermarla. Sa anche che il nemico delle borse in realtà non è nemmeno lui. È la volontà dei greci di cambiare le proprie politiche. Sono convinto che la strategia del “caos a chiamata” questa volta non servirà a nulla. Syriza può vincere e forse saprà suggerire a tanti una nuova necessità, quella della costruzione di un’unione politica. Debito comune e welfare unico europeo. Chissà che non serva anche a noi. Parlo della nostra piccola e grande speranza, quella che vorremo far rivivere anche in Italia, quella di una sinistra che non si interroga sulla propria sopravvivenza, ma che inizia a parlare e far parlare gli indignati. Quella che non apre nuovi cantieri (abbiamo riempito di abusi edilizi e finti rustici il paese, al pari dei nostri peggiori nemici), ma che sa recuperare le tante pratiche positive esistenti e diffuse.

Cara Sinistra, partiamo senza confondere i fini con i mezzi. I partiti sono uno strumento, non la nostra ragione di vita. Smettiamola di iniziare campagne per poi abbandonarle, portiamo al centro del dibattito pubblico le nostre proposte, facciamole vivere sui tram e nei bar sport di questo paese e poi continuiamo a farle crescere. Se – senza scimmiottare Occupy Wall Street – riuscissimo proprio a Milano, capitale della finanza italiana, a interrogarci e comprendere meglio quel “sistema senza nome né indirizzo né identità”, scopriremmo che non basta più parlare di trasparenza. Come ci ricorda da anni Luciano Gallino: “l’insieme del sistema finanziario non è controllabile da alcuna autorità, non solo per le sue dimensioni, ma anche per la sua composizione: chi parla di costruire ‘trasparenza del mercato finanziario’ davvero non ha compreso del tutto i fondamenti della questione. Questo mercato finanziario non può essere trasparente. Siamo su un aereo senza pilota in cabina di pilotaggio. Bisogna riformare il sistema dalle fondamenta, mentre invece dopo la crisi non è stata intrapresa alcuna riforma”.

Spero che il “fattore umano” che vogliamo mettere al centro della scena pubblica sia una grande lezione collettiva. Leggo quello che succede nel mondo e credo che, se, la sinistra vuole ripartire, deve farlo con l’umiltà di chi vuole continuare ad ascoltare, leggere e imparare. Credo, a quel punto, se sapremo trasformare questa speranza in un’aula studio a cielo aperto, se sapremo conquistare dei prati al sole per rimetterci a studiare la complessità di questa recessione, torneremo a essere in tanti a sapere e volere cambiare le cose.

Marco Grimaldi, capogruppo Sel, Consigliere Regionale del Piemonte

————
Dobbiamo istruirci perché avremo bisogno di tutta la nostra intelligenza, dobbiamo organizzarci perché avremo bisogno di tutta la nostra forza, dobbiamo agitarci perché avremo bisogno di tutto il nostro entusiasmo. Antonio Gramsci

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Email this to someone