Sottoccupazione in Piemonte, Grimaldi (SEL-SI): basta stipendi da fame, togliamo da subito il costo e le ore di lavoro dai ribassi di gara

diritti, Idee, lavoro, Regione, sanità TAGS / appalti, reddito minimo d'autonomia, salario minimo admin 18 aprile 2017

GRIM CR Europa_29_03_2017 (212)

La scorsa settimana l’Assessora Pentenero ha risposto all’interrogazione urgente del Capogruppo di SEL Marco Grimaldi sulla grave situazione dei lavoratori e delle lavoratrici degli appalti pubblici della Sanità, coinvolti nel cambio di appalto aggiudicato dall’azienda Dussmann, grazie a un’offerta economica più vantaggiosa del 33% rispetto al precedente appalto, tradotta in una riduzione dell’orario di lavoro del 33%.

Nella relazione di chiusura alla discussione in aula sul bilancio previsionale 2017-2019, il Presidente Chiamparino ha ripreso l’intervento di Grimaldi, affermando: “non saremo soddisfatti finché ci saranno lavoratori e lavoratrici che nei nostri appalti guadagnano salari al di sotto della soglia di povertà e di dignità”.

Oggi il Presidente ha firmato un accordo con la Conferenza episcopale per realizzare un’indagine sulla domanda e l’offerta di lavoro in Piemonte. In questa occasione Chiamparino ha avuto modo di dichiarare che, in una società in cui il mondo del lavoro è sempre più frammentato e meno stabile e con salari più bassi, serve una legge sul salario minimo garantito.

“È ora di dire no ai contratti collettivi farlocchi, ma anche a quelli in cui si scende sotto la soglia della decenza, come il contratto nazionale dei servizi fiduciari – dichiara l’esponente di Sinistra Italiana Grimaldi. – “Ma attenzione: di fronte al riproporsi di casi di grave sottoccupazione, non solo è sensato ragionare su dei minimi salariali, ma bisognerebbe garantire l’applicazione dei contratti collettivi di maggior tutela per i lavoratori, come stabilito dalla mozione votata in Consiglio (n. 229 del 3 marzo 2015) e dal Protocollo di intesa siglato con i sindacati (30 maggio 2016), e soprattutto impedire il taglio generalizzato delle ore, escludendo il costo del lavoro dai ribassi di gara”.

“Abbiamo purtroppo visto esempi contrari su entrambi i punti: a Venaria con il passaggio da Federcultura a Multiservizi, negli appalti della sanità con la scelta di offerte economicamente più vantaggiose che si traducono regolarmente in semplice diminuzione delle ore (stesso lavoro da realizzare in meno tempo). Inoltre” – conclude Grimaldi – “di fronte ai dati drammatici su disoccupazione, sottoccupazione e precarietà, e con il fallimento dei nuovi ammortizzatori sociali (Naspi, Asdi, Dis-Coll), sarebbe davvero ora di approvare la legge sul reddito minimo di autonomia, pronta da tempo. Mi auguro che il Presidente e le Commissioni competenti sentano come noi questa urgenza”.

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