Sfrattata la famiglia del boss dal Castello di Miasino.

Idee, iniziative, Regione TAGS / camorra, castello, libera, mafia admin 17 febbraio 2015

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È un’ottima notizia quella dello sgombero del Castello di Miasino, il gioiello sul lago d’Orta ancora occupato indebitamente dalla famiglia del boss della camorra Pasquale Galasso, cui era stato confiscato dalla Corte d’Appello di Napoli – Sezione II con atto n. 37/05 del 2 marzo 2006, provvedimento divenuto definitivo il 14 giugno 2007. Tuttavia, durante il periodo di sequestro, l’immobile fu dato in gestione alla società a responsabilità limitata “Castello di Miasino srl” , le cui quote sono state in seguito interamente acquisite dalla signora Grazia Galise, moglie del boss Galasso. Nel giugno del 2011 l’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata ha dichiarato la società Castello di Miasino srL occupante sine titulo, con un’ordinanza di sgombero datata 27 maggio 2011. Nonostante ciò, l’ordinanza è rimasta inattuata fino a questo momento.

È grazie soprattutto al lavoro di Libera e del consigliere Domenico Rossi che il Consiglio Regionale ha, da alcuni mesi, rivolto la sua attenzione a questo caso. Proprio dieci giorni fa abbiamo partecipato insieme a Novara all’iniziativa “Un castello di idee”: un laboratorio che ha coinvolto piccoli e medi imprenditori, amministratori pubblici, cooperative sociali e organizzazioni culturali e di volontariato in un confronto al servizio di un progetto comune per il Castello.

“A Novara abbiamo cominciato a lavorare per sostenere gli amministratori locali nella lotta per l’effettiva confisca e il riutilizzo dei beni ancora in mano alla criminalità organizzata, creando attorno a loro una rete.” – dichiara il Capogruppo di SEL Marco Grimaldi – “Ora non bisogna perdere tempo: è compito della Regione, a partire da quell’esperienza, elaborare subito un progetto di riutilizzo dell’immobile a fini sociali e culturali e restituirlo definitivamente alla cittadinanza”.

Marco Grimaldi
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