100% non una borsa di studio in meno.

Idee admin 22 maggio 2014

dsu costituzione

Per anni abbiamo sostenuto le battaglie degli studenti universitari per fermare il “delitto allo studio”. Prima Cota ha provato a lanciare la campagna “prima i nostri” per non erogare le borse di studio ai non piemontesi, in seguito ha dimezzato i fondi, poi ha iniziato a non pagare le borse a tutti gli idonei (pensate che dal 2011-2012 poco più del 30% degli aventi diritto hanno ricevuto la borsa), infine ha cambiato le regole del gioco (il bando fuori da i principi di legge) e infine il campo stesso, devastando l’Edisu e togliendo rappresentanza agli atenei e agli studenti, chiudendo prima residenze (la Verdi 1) e poi mense (via Principe Amedeo).

Dal 26 Maggio vorrei che questa impegnativa, scritta quasi tre anni fa, e votata dal consiglio comunale di Torino diventi realtà: la Regione si impegni al ripristinino dei fondi per l’EDISU Piemonte e sostenga, come in passato: il 100% delle Borse di studio a tutti gli studenti idonei (capaci e meritevoli e privi di mezzi come da DPCM in vigore, senza ricorrere alla sostituzione delle borse di studio con i prestiti d’onore) , le aule studio, le residenze e le mense, difendendo gli ingenti investimenti predisposti e tutti i servizi erogati.

Per questi motivi sono contento di pubblicare questo appello e la risposta del candidato Presidente Sergio Chiamparino.

Marco Grimaldi

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Magnifico Rettore,
gentili Presidente e rappresentanti degli Studenti dell’Università degli Studi di Torino,

ho letto con attenzione e interesse la vostra lettera aperta ai candidati alla presidenza della
Regione Piemonte. Il tema del diritto allo studio che sollevate, e in particolare quello del ripristino
delle borse di studio tagliate negli ultimi anni, sono stati fin dall’inizio al centro della mia campagna
elettorale. Ma occorre fare di più per sostenere adeguatamente il sistema universitario e formativo
nella nostra regione, rafforzandone il ruolo di fattore di attrazione anche per studenti provenienti da
altre parti d’Italia, d’Europa o del mondo.

La formazione in Piemonte va messa a sistema. Dopo anni disastrosi è importante portare indietro
le lancette, ma soprattutto ripartire con un’idea nuova.

Per realizzare il progetto di Torino (e del Piemonte) come città universitaria deve esserci una reale
interazione tra enti locali e mondo della formazione. È importante dare di nuovo dignità al Co.re.co,
il comitato regionale di controllo delle università piemontesi, rendendolo il luogo di dialogo
principale (come dovrebbe d’altronde essere da Statuto) tra le università e la Regione.

L’università piemontese, per ripartire, ha bisogno della partecipazione degli studenti, e come giunta
non potremo che fare nostro l’impegno a rivedere il sistema di governante dell’Ente per il Diritto
allo Studio dando nuovamente spazio ai rappresentati degli studenti.

Il punto principale per attrarre studenti dalle altre regioni, e soprattutto non spingere ad emigrare gli
universitari piemontesi, restano però le borse di studio. La nuova giunta si impegna a rivedere i
criteri di assegnazione delle borse e anche a garantire una copertura completa a tutti gli idonei
come accadeva prima dell’ultima amministrazione. Per farlo è importante anche rafforzare
l’interazione con il Governo nazionale e il Ministero dell’Istruzione che avranno un grande peso
nell’individuazione dei Lep, i livelli essenziali di prestazione dei servizi dell’Edisu.

Alle borse di studio si affiancano infatti tutti gli altri servizi cui si può contribuire come governo
regionale: in questo senso ci dobbiamo impegnare a trovare soluzioni sostenibili (sia per le finanze
che per l’ambiente) di mobilità degli studenti: per questo, vogliamo incentivare gli abbonamenti ai
trasporti pubblici per i giovani in formazione.

L’Osservatorio Regionale per il Diritto allo Studio ha avuto un peso importante nella costruzione
del nuovo sistema di tassazione di Università e Politecnico, e occorre valutarne il rilancio. Infine, è
necessario rinforzare il dialogo tra la Regione e le quattro università piemontesi: non ci sono infatti
solo Politecnico e Università di Torino, ma anche Pollenzo e Piemonte Orientale. La nostra volontà
è quella di farle interagire sempre di più.

Vi saluto con cordialità e spero di incontrarvi presto,

Sergio Chiamparino

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LETTERA APERTA DEL RETTORE E DEI RAPPRESENTANTI DEGLI STUDENTI AI CANDIDATI ALLA PRESIDENZA DELLA REGIONE PIEMONTE
Alla cortese attenzione dei candidati alla Presidenza della Regione Piemonte
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L’appuntamento elettorale per la nostra Regione consente di riflettere sulle prospettive per la costruzione di un nuovo e proficuo dialogo tra governo del territorio e Università. Come organi di governo e rappresentanti degli studenti dell’Università degli Studi di Torino crediamo siano da discutere ed affrontare alcuni temi strategici riguardanti il rapporto tra Università pubblica ed Enti locali, un rapporto che si è rivelato sempre più difficile negli ultimi anni. Punto di partenza per noi essenziale è che le politiche regionali, così importanti per molti aspetti sul territorio, siano riconosciute da studenti, ricercatori, precari, professori, come incisive per loro esistenza.

L’elenco è lungo e individua una serie di temi che possono rappresentare un vero e proprio programma del nuovo governo regionale nei confronti dell’Ateneo e del suo sviluppo: il tema della mobilità, che necessita di una significativa riorganizzazione a sostegno dei pendolari dell’università; la costruzione di forme di connessione con il territorio durante tutte le fasi del percorso di vita e di formazione degli studenti e dei lavoratori (orientamento in entrata, sostegno nel mondo del lavoro per i neolaureati, tirocini e stage); il sostegno e il finanziamento della ricerca di base; la riorganizzazione e la riqualificazione degli spazi.

In termini di rilevanza strategica per un’Università e un territorio che intendono qualificarsi nella formazione e nella cultura, attirando un sempre maggiore numero di studenti, risulta essere di primaria importanza il tema del diritto allo studio, la cui condivisione è essenziale per poter ricostruire quanto si è perduto. Ad oggi la situazione è drammatica e negli ultimi quattro anni la copertura di borse di studio si è dimezzata. È urgente un profondo rifinanziamento della voce di spesa, per garantire il concreto godimento di questo diritto. Solo quando ciò avverrà, si potrà riaffermare un’alternativa allo strumento del prestito d’onore, forma di indebitamento dei nostri studenti che mal si adatta alla realtà italiana.

Diritto allo studio significa innanzitutto ristabilire tetti di spesa che garantiscano l’effettiva pratica del diritto stesso, tuttavia il suo senso complessivo va integrato da una serie di interventi:
a) la riforma della governance dell’Ente per il Diritto allo Studio (EDISU): in chiusura di legislatura, con metodo discutibile, il Consiglio Regionale ha approvato la riforma dell’Ente senza accogliere le proposte di modifica portate dagli Atenei piemontesi, e volte a garantire una degna rappresentanza degli stessi e delle loro diverse componenti nel Consiglio di Amministrazione dell’EDISU;
b) la valorizzazione di un ente strategico come l’Osservatorio Regionale per il Diritto allo Studio, affinché possa di nuovo essere una voce di stimolo alle politiche regionali tramite il suo contributo di ricerca e approfondimento dei temi del Diritto allo Studio.
c) la riscrittura del bando per le borse di studio per il 2014/2015: non ci pare infatti accettabile la conferma di un bando che, unico in Italia, prevede dei criteri di esclusione ulteriori rispetto a quelli previsti dal DPCM 390/2001 (che garantisce l’accesso alle graduatorie solo in base criteri di reddito ISEE e crediti formativi conseguiti); va, inoltre, superato il limite incongruo delle medie ECTS. Si tratta di una serie di questioni che solo una volontà politica forte potrà affrontare con risultati utili già per il prossimo anno accademico.

La ricostruzione di un effettivo Diritto allo Studio, coerente con la norma della Costituzione, è, a nostro avviso, il punto di partenza per un rapporto proficuo tra Università e Regione.
Vista l’urgenza dei temi, confidiamo che questa lettera aperta sarà capace di influenzare il dibattito pubblico e di suscitare il doveroso interesse da parte di chi intende impegnarsi nella gestione politica e amministrativa del nostro territorio.

Prof. Gianmaria Ajani
Rettore dell’Università degli Studi di Torino

Ludovico Astengo
Presidente del Consiglio degli Studenti dell’Università degli Studi di Torino

Stella De Luca
Francesco Vincenzo Surano
Rappresentanti degli Studenti nel Consiglio d’Amministrazione dell’Università degli Studi di Torino

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